2 neoformazioni cutanee simili con destini molto diversi

rbsh
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Porto ora il caso di 2 pazienti venuti in studio per un  controllo dei nevi .

Il primo ha 60 anni  con numerosi nevi  sparsi e  numerose cheratosi seborroiche al tronco.                  Dopo la visita di tutti i nevi con il dermatoscopio mi soffermo sulla  estesa neoformazione pigmentata al cuoio capelluto alopecico che il paziente dice essere presente da un pò ma che si è modificata nel tempo. All’osservazione dermatoscopica in epiluminescenza riscontro dei segni di atipia evidenti che mi mettono in allarme e quindi richiedo pronta asportazione chirurgica con esame istologico.

Foto clinica

Foto dermoscopica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’esame istologico conferma il mio sospetto di Melanoma a diffusione superficiale, già di un certo spessore, per cui il paziente  dovrà  fare il secondo intervento chirurgico con allargamento del margine  in modo da asportare più di 1 cm di pelle sana intorno  al Melanoma, oltre ad altri esami necessari come la ricerca del linfonodo satellite .

Il secondo paziente, 47 anni,  sempre con cuoio capelluto alopecico,  presenta una neoformazione  cutanea pigmentata  macroscopicamente simile alla precedente. Il paziente mi riferisce che questa si è modificata nel tempo, soprattutto negli ultimi mesi.  Alla osservazione dermatoscopica in epiluminescanza non sono completamente convinto al 100% della diagnosi.

Foto clinica

Foto dermoscopica

 

 

 

 

 

 

 

 

L’aspetto dermoscopico è quella di una cheratosi seborroica  anche se mi rimane qualche dubbio. La cheratosi seborroica  è una lesione benigna  che si può anche lasciare in sede senza fare nulla, oppure essere trattata con vari metodi se fastidiosa o per motivi estetici.

Quando un dermatologo non è sicuro al 100% della diagnosi vale il principio di prudenza, per  cui anche in questo caso richiedo asportazione chirurgica con esame istologico.L’esito conferma che si trattava di una cheratosi seborroica, quindi il paziente non dovrà fare altro,  essendo essa benigna.

Da questi 2 casi molto simili ad una osservazione macroscopica, clinica ma con aspetti dermatoscopici diversi, confermati poi dall’esame istologico,  bisogna trarre  come conclusione che neoformazioni cutanee che si sono modificate, anche se presenti da molto tempo, vanno fatte controllare da uno  specialista dermatologo.

A volte anche per lo specialista è difficile fare una diagnosi di sicurezza  nonostante l’ausilio del dermatoscopio;  in questi casi è sempre bene approfondire la diagnosi  con l’esame istologico a costo di fare qualche intervento chirurgico in più.