Manifestazioni cutanee in corso di infezione da Covid-19.

SARS-COV 2 VIRUS
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Diversi studi, eseguiti in corso di infezione da Covid-19, stanno dimostrando che anche la pelle mostra i segni dell’infezione da parte del Coronavirus SARS-COV-2.

Le più frequenti manifestazioni cutanee osservate consistono in eruzioni acrali (mani e piedi) di papule violacee e macule rosso-violacee, a volte molto simili ai geloni (acrocianosi) tanto che vengono definiti pseudo-geloni, perché non vengono indotti dal freddo. Queste eruzioni possono evolvere nei casi più acuti in eruzioni vescicolari e pustolose.

Gli pseudo-geloni si sono osservati più frequentemente in soggetti giovani e nei bimbi, e persistono in genere circa 12 giorni. Si sono anche riscontrate manifestazioni diffuse al tronco, con eruzione papulari pruriginose nei pazienti anziani e altri disturbi della circolazione sanguigna della cute, che possono manifestarsi come una “livedo”, cioè un reticolo venoso violaceo soprattutto agli arti che può evolvere a volte in necrosi nelle forme più gravi.

Le manifestazioni dermatologiche talvolta precedono, accompagnano o seguono gli altri sintomi della infezione da SARS COV 2.

In alcuni pazienti in giovane età con pseudo-geloni il tampone è risultato negativo, ma questo potrebbe essere dovuto a un’insorgenza tardiva della manifestazione cutanea, dovuta molto probabilmente allo scatenamento di una risposta immunitaria che colpisce i piccoli vasi sanguigni della cute.

Il significato diagnostico di queste manifestazioni cutanee è ancora incerto.

Alcune possono essere legate direttamente al virus e alla risposta immunitaria dell’organismo contro di esso, altre a reazioni da farmaci usati nella terapia o ad altre cause ancora da determinare.

Sono necessari ulteriori studi su larga scala per meglio capire il loro significato per la diagnosi, la prognosi e un’eventuale terapia.